Quattro ragazze tutte d’Oro

Comola-Wierer-Auchentaller-Vittozzi regalano all’Italia il primo oro iridato della storia, in staffetta, nel Biathlon femminile.

Neve, sci di fondo e una carabina calibro 22: sono gli ingredienti di una fra le discipline, il Biathlon, più tecniche, faticose ed emozionanti della grande famiglia degli sport invernali.

E quella carabina, nelle mani infallibili di quattro super-atlete italiane, si è trasformata in un metronomo capace di dettare i tempi in una staffetta femminile che non dimenticheremo facilmente. 

Gioventù ed esperienza, la solidità al poligono di Dorothea Wierer, le frazioni ottime di Comola e Auchentaller, pur al cospetto di atlete più quotate, l’istinto della killer di Lisa Vittozzi, numero uno azzurra in questo Mondiale: il risultato è una vittoria a braccia alzate, con due soli errori dalla piazzola di tiro, nonostante il vento, nonostante condizioni climatiche che hanno mietuto vittime eccellenti. 

Le ragazze italiane oggi non le avrebbe fermate neppure una tormenta di neve. 

Vinciamo la staffetta, con le donne, in uno degli sport più, inspiegabilmente, bistrattati fra quello considerati minori, senza riflettori puntati addosso e con qualche trafiletto sui giornali specializzati, neppure quello sulla stampa generalista. 

Scrivete domani di una squadra, di quattro donne che sudano sugli sci e sparano per sport e per passione contro un bersaglio. 

Ne scriverete, stavolta, senza dover ricordare per fare cassetta che a vincere è la pur splendida Dorothea Wierer, ma quattro grandi atlete, quattro Italiane, quattro infallibili cecchine. 

È l’Italia del Biathlon, in Germania, a Oberhof, quella che mette in fila altre storiche compagini e ci regala un oro mondiale da scolpire nel ghiaccio. 

Eterno.

Autore dell'articolo: Paolo Di Caro

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