Decenni di rinvii e scelte incomplete pesano oggi sulle bollette di famiglie e imprese. Con l’arrivo dei Data Center e l’esplosione dell’IA, i consumi elettrici sono destinati a impennarsi: ecco quali sono i nodi da sciogliere per raggiungere l’autonomia.
L’energia è ormai a tutti gli effetti il “vero oro del ventunesimo secolo”, ma per l’Italia continua a rappresentare una zavorra economica che alimenta l’inflazione e riduce il potere d’acquisto delle famiglie e la competitività delle imprese. A tracciare un’analisi della situazione sulle pagine de Il Giornale è l’economista Bruno Villois, che ripercorre le cause del ritardo italiano e individua le priorità per garantire la sicurezza energetica del Paese. Le cause del ritardo: decenni di decisioni rinviate, mentre Paesi vicini come la Francia o la Spagna sono prossimi all’autonomia energetica, l’Italia paga le conseguenze di quasi mezzo secolo di incertezze politiche e industriali: Il nodo nucleare: Dopo il referendum del 1987, l’energia atomica è stata cancellata dal mix nazionale, trasformandosi per anni in un costo netto per le casse pubbliche legato alle dismissioni e alla sicurezza dei vecchi impianti. Stop alle estrazioni e al carbone: In contemporanea è stata progressivamente ridotta la produzione interna da giacimenti nazionali e dismesso il carbone, senza però strutturare un’alternativa solida in grado di coprire l’intero fabbisogno nazionale. Le responsabilità collettive: Oltre alla politica, l’analisi richiama anche le rappresentanze datoriali e i sindacati, che negli anni si sono spesso limitati a denunciare gli alti costi o i salari bassi senza porre l’autonomia energetica al centro del dibattito come priorità strategica nazionale. La nuova sfida: la corsa dei Data Center e dell’Intelligenza Artificiale, la necessità di un piano energetico solido diventa ancora più urgente alla luce delle nuove sfide tecnologiche. L’insediamento di numerosi Data Center (concentrati soprattutto nel Nord Italia), fondamentali per non perdere il treno dell’Intelligenza Artificiale e della digitalizzazione, richiede quantità enormi di elettricità: Nel 2024 i Data Center hanno assorbito circa 6 trilioni di wattora, pari ad oltre il 2% della richiesta elettrica nazionale. Le stime per i prossimi 10 anni prevedono che questi consumi possano arrivare a coprire fino al 15% del totale nazionale. Quali sono le soluzioni possibili per uscire dalla morsa dei rincari e delle tensioni geopolitiche internazionali, l’articolo individua alcune leve d’azione fondamentali: Ritorno al nucleare e mix bilanciato: Sostenere il percorso (previsto in 7-10 anni) per reintrodurre la produzione nucleare di nuova generazione, affiancandola alle fonti rinnovabili e all’uso temporaneo delle risorse fossili o nazionali per la fase transitoria. Sfruttamento delle risorse nazionali: Valorizzare al massimo i giacimenti naturali presenti sul suolo e nei mari italiani per ridurre la dipendenza dalle importazioni estere. Disaccoppiamento dei prezzi: Riformare i meccanismi di mercato per separare il prezzo finale dell’energia elettrica da quello del gas naturale, evitando che le fiammate del prezzo del gas travolgano l’intero sistema delle bollette.

