Sassicaia, fra storia e mito.

Sassicaia è uno stato mentale, prima ancora che un grande vino.

È il brand che rappresenta il made in Italy nel mondo e se oggi il vino di qualità tricolore irrompe nei mercati internazionali, anche senza la fastidiosa impronta modaiola della barrique anni ’80 e ’90, è soprattutto merito di Tenuta San Guido, di Incisa della Rocchetta e della Rosa dei Venti che campeggia austera in etichetta. 

Proprio il Sassicaia è stato protagonista assoluto di una indimenticabile verticale a Catania, venerdì 20 dicembre, con cinque annate (2005, 2008, 2009, 2011, 2012) che hanno fatto “vibrare” le corde della sensibilità gusto-olfattiva di sommelier e appassionati, per un evento “sold out” già tre giorni dopo essere apparso sul sito. 

Un viaggio nel tempo, fra sentori di gioventù enologica, tannini nobili, note evolutive spesso appena accennate e improntate a una eleganza estrema, assoluta, come solo questo fantastico blend di cabernet sauvignon e cabernet franc può regalare. 

Daniela Scrobogna ha avuto il compito di accompagnare i partecipanti in questo viaggio sensoriale, raccontando il mito, il territorio, le scelte rivoluzionarie che hanno trasformato una fetta di Toscana nella “culla”italiana di vitigni internazionali fino ad allora esaltati principalmente dall’enclave bordolese. 

Un viaggio che non poteva non culminare in una riuscita prova d’abbinamento, con uno stracotto di cinghiale alle bacche di ginepro e cipolla caramellata, preparato dallo chef del Four Points by Sheraton di Catania, Saverio Piazza.

L’evento, realizzato grazie alla collaborazione fra la struttura che ospita la sede regionale per la Sicilia Orientale di Fondazione Italiana Sommelier, con la proprietaria Ornella Laneri in prima fila, è stata l’anteprima delle attività 2017.

Autore dell'articolo: Paolo Di Caro

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